Visioni di Lucca

san martino sulla facciata della cattedrale di lucca

LA CATTEDRALE

La cattedrale domina sui tetti.
Non appena la balugina e i colombi
scuotono l’ali fra lesene e rombi
la cattedrale indossa i suoi merletti,

Nella diffusa chiarità celeste
angeli biondi vanno in lunghe file,
si posano sul bianco campanile
ed appendono rose alla sua veste.

Il marmo vive sì che la mia mano
Ne sente palpitar le azzurre vene.
Il verso dei colombi è così lene
Che par un suon di zufolo lontano.

ILARIA

Il viso non la morte ti compose
in quell’imperscrutabile dolcezza,
ma un sonno lungo come quel che avvezza
le fanciulle leggiadre a molli pose.
La morte quel che tocca ahimè lo spezza,

ma tu intatta sei e il tuo petto
palpita sotto quelle bianche trine;
dormi siccome dormon le bambine
soavemente sovra il bianco letto.
La morte, sì, è un sonno senza fine,

ma tu chissà che non ti desti come
un’eco nella chiesa solitaria
al suono delle voci che nell’aria
da secoli bisbigliano il tuo nome
assai più lieve di un sospiro: Ilaria.




ilaria del carretto

baluardo san martino

MURA DI LUCCA

Mura di Lucca, solitarie mura,
sorelle del silenzio, il cuore mio
da voi si parte e non sa dirvi addio
senza provar come una trafittura.

Quando in petto m’ardeva il gran desio
d’un più libero mondo, con che cura
cercaste d’alleviar la mia clausura
donandomi qualche attimo d’oblio!

Orfanelli talor piagnucolosi
i miei pensier li portaste in giro
lungo i baluardi e i parapetti erbosi,

e lor mostrando or questo ora quel fiore
ne mutavate il pianto in un sospiro
ed il sospiro in palpito d’amore.

VIA DELLA FELICITÁ

Felicità, il nome che tu porti
vidi un mattino al sommo d’una via
e subito pensai che l’ironia
mi avesse spinto per quegli angiporti.

Scacciar volevo la malinconia,
dimenticare i tanti sogni morti,
e non vedevo coi miei occhi assorti
altro che fango di periferia.

Ma un bimbo apparve cui le selci brevi
offrirono l’incanto di un diletto.
un gioco per di più senza balocchi,

ed i miei passi divennero lievi,
il cuore palpitò dentro il mio petto
e di sole s’empirono i miei occhi.

via fillungo vista da torre delle ore

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